Affrontare un lutto o un grande distacco è la sfida più difficile per una famiglia.

psicologo e psicoterapeuta

Giovanni Masciarelli

Aiuto le madri e i padri di figli che attraversano un lutto a trasformare il dolore in rinascita attraverso il Parent Training Narrativo Online, senza cadere nella trappola dell’impotenza, della solitudine e del senso di colpa.

Magari hai tentato di farlo sfogare a parole e si è chiuso ancora di più nel silenzio, hai provato a distrarlo, riempirgli le giornate per non farlo pensare oppure gli hai lasciato i suoi spazi sperando che il tempo guarisse le cose. Anche se hai fatto tutto questo, ti senti stanco e scoraggiato, non arrenderti.

I MIEI SERVIZI

Parent Training online

Il Parent Training è un percorso di aiuto pratico per mamme e papà. Non serve a dare voti o a dire come essere genitori perfetti, ma a darvi consigli e strategie concrete per affrontare meglio le difficoltà con i vostri figli (come separazioni, lutti, capricci, litigi, regole da far rispettare o momenti di forte nervosismo).

Psicoterapia individuale online

La psicoterapia individuale è uno spazio tutto per te. Si tratta di un percorso di colloqui dove puoi parlare liberamente, e senza essere giudicato, di ciò che ti fa soffrire, ti preoccupa o ti fa sentire bloccato (come ansia, tristezza, problemi a lavoro o in famiglia, o un momento di forte cambiamento).

Insieme a me, potrai dare un nome a quello che provi e trovare il modo di stare meglio.

Riabilitazione neuropsicologica online

La riabilitazione neuropsicologica è una specie di "fisioterapia per la mente". Proprio come si fa ginnastica per riabilitare un braccio o una gamba dopo un infortunio, qui si fanno esercizi specifici per allenare il cervello.

Si rivolge a chi ha difficoltà con la memoria, l'attenzione, la percezione, il movimento o il linguaggio. Queste difficoltà possono nascere a causa di problemi durante lo sviluppo, dell'invecchiamento, di una malattia, o dopo un evento improvviso (come un forte trauma alla testa o un ictus).

DICONO DI ME

Grazie all’aiuto e al supporto del Dott. Masciarelli ho trovato il modo giusto per parlare con i miei figli della separazione dal loro padre. I suoi consigli ci hanno aiutato ad affrontare questo momento con maggiore serenità. Anche se sono passati anni, per noi continua a essere un punto di riferimento stabile e sempre disponibile.



Cristina, madre di due bambini di nove anni.

Nel momento più buio e di fronte alle prove più difficili, il Dottor Masciarelli è stato il nostro faro. Con infinita sensibilità, ci ha insegnato a non farci schiacciare dalla paura e a trasformare le difficoltà della vita in occasioni di crescita. A qualunque genitore si trovi ad affrontare un momento di grande fragilità, auguriamo di trovare una guida così umana, capace di riportare fiducia e leggerezza dove c'era solo buio.

Antonella, mamma di una bambina di cinque anni.

Grazie al parent training ho imparato come parlare della morte della nonna a nostro figlio che ci chiedeva insistentemente quando l'avrebbe rivista. Oggi noi e lui viviamo con maggiore serenità.

Giuseppina, madre di un ragazzo di undici anni.

Sono Maria, mamma di una ragazza di 14 anni. Ringrazio di cuore il Dottor Masciarelli per il supporto dato a noi genitori in un momento difficile, quasi drammatico. Grazie ai suoi consigli e alla sua professionalità oggi viviamo un rapporto molto più sereno con nostra figlia. Lo consiglio sinceramente a chiunque stia affrontando difficoltà familiari.

Giovanni Masciarelli

Aiuto le madri e i padri di figli che attraversano un lutto a trasformare il dolore in rinascita attraverso il Parent Training Narrativo Online, senza cadere nella trappola dell’impotenza, della solitudine e del senso di colpa.

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“Ce la dobbiamo fare da soli”: pregiudizi e obiezioni che ci allontanano dall’aiuto nel lutto dei figli

August 10, 20264 min read

C’è una frase che sento pronunciare più di ogni altra. Non arriva subito, di solito viene sussurrata dopo i primi minuti di silenzio, mentre gli occhi cercano il pavimento.

“Dottore, noi siamo una famiglia normale. Abbiamo sempre superato tutto. Pensavamo... pensavamo che ce l’avremmo fatta da soli”.

In quel “ce la dobbiamo fare da soli” non c’è solo dolore. C’è orgoglio, c’è la storia di una famiglia perbene, e c'è un'invisibile, spietata trappola mentale. Se state attraversando il momento più buio della vostra vita insieme ai vostri figli, è molto probabile che vi siate detti questa stessa frase.

Oggi voglio svelarvi perché questo pensiero, che sembra così dignitoso e forte, è in realtà il nemico più pericoloso per lo star bene della vostra famiglia. E c'è un motivo preciso, quasi scientifico, per cui proprio le "famiglie normali" sono quelle che rischiano di soffrire più a lungo.

L'illusione della "Famiglia funzionante"

Siamo cresciuti con l'idea che chiedere aiuto sia il sintomo di un fallimento. Nella nostra cultura, la stabilità è un valore: sappiamo gestire il mutuo, il lavoro, l'educazione dei figli, le piccole crisi quotidiane. Abbiamo gli strumenti per farlo.

Poi, arriva l'imponderabile. Una perdita profonda, un lutto che squarcia il tessuto della casa.

In quel momento scatta un meccanismo automatico: il mito dell'autosufficienza. Ci si barrica dentro le mura domestiche per proteggere i figli, convinti che l'amore familiare sia un anestetico sufficiente. Ci si dice: “Chi può capire il nostro dolore meglio di noi?”

La risposta a questa domanda vi sorprenderà, ed è il motivo per cui restare isolati può persino peggiorare le cose.

Il vicolo cieco degli sguardi incrociati

Quando un lutto colpisce una famiglia, accade un fenomeno psicologico molto preciso: la paralisi degli specchi.

I figli guardano i genitori per capire se sopravviveranno al dolore. I genitori guardano i figli con il terrore di vederli crollare. Il risultato? Tutti iniziano a recitare.

I genitori trattengono le lacrime per "essere forti" davanti ai figli.

I figli nascondono la propria tristezza per "non dare un dispiacere" ai genitori già devastati.

Si crea un silenzio irreale, dove ognuno protegge l'altro ma nessuno si cura. Pensateci: come può una ferita guarire se l'unica regola della casa diventa "facciamo finta che non faccia così male"? È qui che l'autosufficienza si trasforma in isolamento.

Le tre grandi obiezioni (e perché sono false)

Inoltre, di fronte alla possibilità di un aiuto nel gestire il lutto dei figli, possono presentarsi tre resistenze invisibili:

"Se andiamo dallo psicologo, mio figlio penserà di essere malato o 'sbagliato'."

I bambini e i ragazzi non temono lo psicologo; temono i tabù dei grandi. Un percorso terapeutico non serve a "curare una malattia", ma a dare parole a un'emozione che altrimenti diventerebbe un sintomo (ansia, calo scolastico, rabbia improvvisa).

"Il tempo guarisce tutte le ferite."

Il tempo, da solo, non guarisce nulla. Il tempo cicatrizza solo quello che viene curato. Una ferita emotiva trascurata si infetta, e si rischia di portarsi dietro nodi irrisolti per tutta l'età adulta.

"Siamo una famiglia normale, non abbiamo mica problemi mentali!"

Questo è un pregiudizio molto radicato. Chiedere aiuto per un lutto non significa essere "matti". Significa riconoscere che è crollato il soffitto e che serve un ingegnere per ricostruirlo. Non vi sognereste mai di gessarvi una gamba da soli, giusto? Allora perché farlo con il cuore di vostro figlio?

Il coraggio di fare un passo indietro

Accettare un intervento esterno non significa che avete fallito come genitori. Al contrario. Significa che state amando così tanto i vostri figli da mettere il loro benessere davanti al vostro orgoglio.

Un terapeuta esperto in età evolutiva non entra nella vostra vita per sostituirsi a voi, ma per fare da "traduttore". Aiuta i ragazzi a tirare fuori ciò che non vi diranno mai per paura di ferirvi, e aiuta voi a respirare, togliendovi di dosso quel peso insostenibile di dover essere "perfetti e invulnerabili" proprio ora.

La domanda che cambia tutto

Vorrei lasciarvi con una riflessione, forse un po' scomoda, ma necessaria.

Guardate i vostri figli stasera, mentre cenano o mentre sono in camera loro. Chiedetevi: se potessero scegliere, preferirebbero avere dei genitori che "fanno tutto da soli" ma sono logorati dentro, o genitori che hanno avuto il coraggio di chiedere una mappa per uscire insieme dal bosco?

La forza non è non cadere mai. La vera forza, quella che i vostri figli si ricorderanno per sempre, è sapere quando è il momento di tendere la mano. Non siete soli. E non dovete esserlo per forza.

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Giovanni Masciarelli

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